Immicreando
 

 

IL CONCORSO PER IMMIGRATI CREATIVI

Concorso di scrittura frutto del partenariato tra Pastorale Migranti e ISMU.

 
Il concorso di scrittura IMMICREANDO, riservato ai cittadini di origine straniera che vivono accanto a noi la loro storia di migrazione, ha raggiunto il suo sesto compleanno ed è divenuto una tradizione per la città di Milano e la sua Diocesi, sconfinando anche in altre Diocesi Lombarde, come testimonia la provenienza dei lavori.

Era la primavera del 2002 e ci ritrovammo per discutere di un nuovo progetto a sostegno dell'integrazione, che uscisse dai soliti schemi, che sostenesse e valorizzasse i migranti da un diverso punto di vista. Chi eravamo? La Pastorale dei Migranti dell'Arcidiocesi di Milano - che si cura del vissuto umano e spirituale delle persone immigrate - e la Fondazione ISMU, da anni impegnata con iniziative e studi sulla multietnicità.

Un progetto innovativo, quindi, rispondente al mutamento in atto nella cura pastorale dei migranti che portava dalla 'risposta all'emergenza sociale' alla comprensione che l'integrazione non è solo questione di servizi [ma] fa appello alle motivazioni di fondo di una civiltà, favorendo la cultura di una società più consapevole di sé, della propria identità, della corresponsabilità verso l'altro, dello sforzo necessario per imparare a con-vivere e a con-dividere.
Un mutamento di prospettiva, che da solo basterebbe a spiegare la scelta di mettere a disposizione risorse per un'azione di solidarietà a persone, considerate non per la loro condizione di 'bisogno', ma secondo un criterio meritocratico, dato dal valore umano, interiore, dalla cifra del pensiero; valorizzando una volta tanto, quelle caratteristiche che connotano inequivocabilmente la Persona.

Questa è l'idea di fondo che ha animato la scelta di premiare gli stranieri che vivono, lavorano, costituiscono e costruiscono la società in cui tutti viviamo, per la loro espressività artistica, intuizioni, creatività. Insomma, per tutte quelle abilità che poco hanno a che fare con produttività, capacità di consumo, utilità per il sistema e tutte le altre categorie nelle quali usualmente tendiamo a collocarli.

Dunque, che fare? Ci è sembrato semplice mettere in luce e potenziare l'impiego di quel codice frequentemente già utilizzato da molte persone per mettere ordine nel complesso percorso della propria esistenza: la scrittura. La scrittura che fissa il ricordo, che normalizza una memoria sfocata dal dolore, dalla lontananza, dalla voglia di ricominciare, che srotola il filo dell'esistenza, per tesserlo in un'ordinata trama e ordito.

Un concorso di scrittura aperto esclusivamente a persone immigrate - senza limiti di età, appartenenza nazionale, sociale, religiosa - per attribuire un riconoscimento alla abilità creativa, attraverso i racconti della propria esperienza di viaggio, di migrazione; di incontro con la nuova realtà geografica, sociale, culturale; per cogliere, indirettamente, le sfumature dell'animo; per comprendere quanto si sentano e quanto li facciamo sentire un tassello significante del mosaico sociale milanese.

Mancava un nome di battesimo. Abbiamo inventato una nuova parola, orecchiabile - immicreando - che fonde i due elementi principali alla base del concorso: gli immigrati e la loro creatività. Siamo partiti nel 2003 e oggi si è già compiuta l'edizione Immicreando 2008. Trattandosi del primo concorso per stranieri lanciato dalla Diocesi di Milano, ci sembrò naturale mettere a tema la città, tematizzata anche nei due anni successivi da angolature differenti.

Una trilogia, non premeditata, iniziata con il titolo Camera con vista su Milano. Sguardo sulla città, con gli occhi di un immigrato per capire come era vissuta e interpretata Milano, la sua gente, arte e architetture, gli spazi, i problemi, la fede, la cultura, da chi proviene da un altro Paese. L'anno seguente, facendo eco al messaggio alla città del Cardinale Tettamanzi abbiamo scelto Milano. Una città da amare. Dalla città ideale alla città reale, promuovendo uno scritto su cosa e come imparare ad amare la città: dalla Milano immaginata alla Milano incontrata. Infine, nel 2005, abbiamo affrontato la sfaccettatura forse più complessa, imbarazzante, ma anche la più utile per potersi 'guardare nello specchio dell'altro'. Il titolo era Gente di Milano. Milano e la sua gente tra passato e presente, per uno scritto su chi è la gente di questa città, quella presente da generazioni e i nuovi milanesi, quelli di ieri e quelli di oggi.

Con il 2006 è stata abbandonata la prospettiva 'milanocentrica', proponendo agli immigrati di parlare invece del proprio Paese, cultura, società di origine e su come esse siano diventate ai loro occhi, in virtù della lontananza: Così lontano, così vicino. Il mio paese visto da Milano. Per la quinta edizione (2007) il titolo In quel giorno di festa… Ricordi, immagini, emozioni di un giorno importante, poneva al centro il racconto di un giorno di festa familiare, religiosa, popolare, nazionale, particolarmente significativo per l'autore. Infine, nell'ultima edizione intitolata La mia lingua madre e la mia nuova lingua italiana. Racconti, pensieri, emozioni si è voluta sottolineare l'importanza dell'apprendimento dell'italiano, veicolo fondamentale per l'integrazione e, contemporaneamente, il valore della lingua madre, lasciando spazio ai ricordi, le riflessioni, le emozioni che suscita e alle difficoltà ed entusiasmo nell'imparare a esprimersi in una nuova lingua.

Ogni anno, i lavori che arrivano sono sempre più numerosi e la loro qualità crescente, tanto che nel 2007 è stata pubblicata la prima raccolta di testi delle edizioni 2003-2006 del concorso ("Immicreando. Racconti e poesie di migranti", n.d.r.) e stiamo già pensando di pubblicare la seconda raccolta con le edizioni di questi ultimi anni. Anche i premiati - che ricevono un attestato di riconoscimento e un premio in denaro - sono ormai numerosi e di varia provenienza: rumena, albanese, ucraina, ecuadoriana, peruviana, filippina, salvadoregna, congolese, cinese, equamente ripartiti tra uomini e donne.

Considerata la difficoltà di dovere scrivere in italiano, il concorso ha incontrato la curiosità, l'interesse, l'entusiasmo di molti stranieri, che hanno raccolto l'invito mettendoci a parte del loro pensiero, ma anche delle loro emozioni, lacrime, orgoglio, nelle parole impresse sulla carta, ma anche sui loro volti, al momento della premiazione.

Certo, l'obiettivo è ambizioso e complesso, né lo raggiungeremo in breve tempo. Si tratta, anche attraverso questo strumento, di suscitare - o almeno provarci - un desiderio di vicinanza, empatia, reciproco rispetto tra uomini diversi, destinati a diventare un solo 'popolo nuovo' in questa terra.

Simona Beretta
(curatrice del concorso)


Immicreando - Edizione 2015

 

sito web della cappellania generale dei migranti dell'arcidiocesi di milano