Francesco, Pastore di una Chiesa senza frontiere

 

 

 

 

 

210. ...I migranti mi pongono una particolare sfida perché sono Pastore di una Chiesa senza fron-tiere che si sente madre di tutti. Perciò esorto i Paesi ad una generosa apertura, che invece di temere la distruzione dell'identità locale sia capace di creare nuove sintesi culturali. Come sono belle le città che superano la sfiducia malsana e integrano i differenti, e che fanno di tale integrazione un nuovo fattore di sviluppo! Come sono belle le città che, anche nel loro disegno architettonico, sono piene di spazi che collegano, mettono in relazione, favoriscono il riconoscimento dell'altro!

211. Mi ha sempre addolorato la situazione di coloro che sono oggetto delle diverse forme di tratta di persone. Vorrei che si ascoltasse il grido di Dio che chiede a tutti noi: " Dov'è tuo fratello? " (Gen 4,9). Dov'è il tuo fratello schiavo? Dov'è quello che stai uccidendo ogni giorno nella piccola fabbrica clandestina, nella rete della prostituzione, nei bambini che utilizzi per l'accat-tonaggio, in quello che deve lavorare di nascosto perché non è stato regolarizzato? Non facciamo finta di niente. Ci sono molte complicità. La do-manda è per tutti! Nelle nostre città è impiantato questo crimine mafioso e aberrante, e molti han-no le mani che grondano sangue a causa di una complicità comoda e muta.

212. Doppiamente povere sono le donne che soffrono situazioni di esclusione, maltrattamento e violenza, perché spesso si trovano con minori possibilità di difendere i loro diritti. Tuttavia, anche tra di loro troviamo continuamente i più ammirevoli gesti di quotidiano eroismo nella di-fesa e nella cura della fragilità delle loro famiglie.


sito web della cappellania generale dei migranti dell'arcidiocesi di milano